mercoledì 29 luglio 2009

La lega e la questione della lingua

Nel 2011 festeggeremo il 150° dell’unità nazionale ed è perlomeno “curioso”, ma l’aggettivo giusto sarebbe avvilente, che torni in auge un dibattito antico: la questione della lingua.
E’ di oggi l’impasse che ha bloccato i lavori della commissione cultura per la pretesa della lega di inserire un esame di “lingua e cultura regionale” per l’accesso al relativo albo degli insegnanti.
Non è mia intenzione addentrarmi nel vespaio delle polemiche che la proposta ha suscitato, sono troppo avvilito dalla condizione della scuola italiana che, mentre subisce gli assalti delle incompetenti maggioranze governative, scivola lentamente nel baratro.
Tuttavia intendo dare un contributo, non richiesto – per carità – alla nuova questione della lingua.
La lega, il noto partito di maggioranza governativa cui tanto piacerebbe balcanizzare la nostra penisola, non è nuova a proposte mirate alla tutela delle lingue regionali.
Tali iniziative, niente affatto disprezzabili – ogni dialetto è una testimonianza storica, linguistica e culturale importante – diventano retrive e reazionarie quando si trasformano, palesemente negli intenti e nelle conseguenze, in norme discriminatorie.
Non pretendo che si condividano queste premesse ma almeno consigliare, a tutti gli alfieri delle lingue padane, la lettura, anche superficiale e distratta, di un manuale di linguistica o di storia della lingua.
Scoprirebbero cose interessanti sul rapporto politica cultura e soprattutto quanto sia fallimentare ogni tentativo impositivo e verticistico in materia linguistica.
La storia ha dimostrato che una lingua imposta a tutta una comunità, nazionale o regionale che sia, non è destinata a durare anche solo per il fatto che essendo un prodotto artificiale perde facilmente il confronto con altre lingue.
La lingua e la cultura di un popolo si affermano proprio nel confronto e nella capacità di assimilazione e rielaborazione delle esperienze espressive di cui, nello stesso tempo, sono il prodotto e il processo.
Inoltre una lingua si afferma anche grazie alla cultura che veicola: ad una cultura complessa e strutturata corrisponde una lingua capace di imporsi e di costituirsi come modello.
Il consiglio quindi si fa più pressante: rileggere un buon manualetto per rinfrescare le vecchie nozioni del liceo non fa mai male, almeno per chi si onora di partecipare a una cosiddetta commissione cultura.

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