domenica 14 novembre 2010

Ma io sto con Paola?!?

Intevengo nelle faccende di Paola Caruso, precaria del corriere della sera, che sta attuando uno sciopero della fame, per una sorta di empatica attrazione che ogni precario o ex sente verso i propri simili.
Paola si sente penalizzata ingiustamente dalle decisioni dell'azienda per cui ha lavorato 7 anni ed io sono qui a scrivere di lei per capire le sue ragioni. Sarebbe stato più facile, almeno per me, capire la medesima situazione in un contesto diverso, per un lavoro diverso, per una professionalità più comune, almeno meno impegnativa di giornalista, in una delle testate più importanti del nostro paese.
E' forse un po' populistico, ma qui la forza dei numeri è schiacciante: sono decine di migliaia i precari della scuola che quest'anno non hanno trovato un posto di lavoro. Gente abituata a vedersi licenziata ogni fine giugno, a fare code estenuanti ad agosto per elemosinare una cattedra magari in una scuola ghetto, dove il prof è considerato meno di una merda.
Ma capisco quell'amarezza, quel senso di impotenza che si prova, quel vuoto che si spalanca quando comprendi che non basteranno le tue competenze seppure ottime, non saranno sufficienti i tuoi sforzi benché immensi, inutile la tua tenacia di fronte all'arbitrio di una scelta che si fonda su altre logiche, su procedure a te estranee.
Capisco perché è una delle sensazioni più comuni che i giovani, almeno quelli di qualche talento, provano nel nostro paese ogni volta che si misurano con il mercato del lavoro, soprattutto quello di alcuni lavori.
Ma ogni volta siano qui tutti a cascar dal pero!! Sono solo io ad avere la sensazione che per lavorare in un giornale, casa editrice, università, per fare la libera professione (e chissà quanti altri mestieri ora non mi vengono in mente) ci va la raccomandazione giusta?!?
Guardiamoci attorno! Io intanto ci penso ancora un po' su .....  ma tu cara Paola non avere esitazioni: mangia! Alla faccia di chi vorrebbe negarti anche quel diritto!

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