sabato 18 dicembre 2010

about Delicious: ovvero il web libero in pericolo

La notizia che il famoso sito di social bookmarking Delicious possa chiudere per non meglio precisate difficoltà nella gestione, sta facendo il giro del web e lasciando stupefatti molti navigatori.
La cosa non ha lasciato indifferente anche me per almeno due motivi: sono un utente affezionato al servizio che ritengo valido​​​​​ e non ancora esaurito in relazione alle potenzialità che l'aspetto tagging sembra ancora possedere; incominciano a verificarsi troppi inquitanti fenomeni attorno alla tecnologia emergente del Cluod Computing, che sembrano dare ragione a quanti ne presagivano i gravi problemi.
Partiamo dall'ultimo punto. E' da poco che su Twitter ho segnalato un intervista di Stallman che, in occasione dell'uscita del nuovo Chrome OS, si scagliava contro le tecnologie Cloud per un motivo fondamentale: la perdità di controllo, sicurezza e riservatezza sui dati.
Episodio emblematico è il recentissimo caso della sospensione del servizio di hosting da parte di Amazon che di fatto ha oscurato il sito di Wikileaks.

Che poi Assange fosse una vecchia volpe e avesse previsto il tutto moltiplicando le fonti, non diminuisce la gravità del problema!

Fatte le dovute proporzioni, questi server e/o siti web che in forza di contratti spesso aleatori possono da un momento all'altro sospendere un servizio, sono in qualche modo l'altra faccia della stessa medaglia.

Ho da segnalare qualche esempio: Drop.io che, dopo l'acquisto da parte di Facebook, ha chiuso i battenti salutando anche gli utenti a pagamento; Rome applicazione web di Adobe reclamizzata e chiusa nel giro di un mese, ora Delicious e chissà a chi altro toccherà.

Non siamo al livello di wikilaeks ma si tratta comunque dell'affabilità e della relativa sicurezza di stoccaggio delle informazioni che, seppure concesse gratuitamente, dovrebbe essere sempre assicurate.

In gioco ci sono due fattori capitali per il web libero: l'affidabilità e la credibilità! Credenziali di esclusivo appannaggio di una concezione forte dell'autorialità che il web aveva incominciato ad intaccare.

Appare tutto più allarmante, se ce ne fosse ancora bisogno, se poi le logiche sulla quali si prendono alcune decisioni rispondono al meglio a puri criteri economici, magari gestiti in contesti totalmente avulsi da quello della rete; al peggio sotto pressione di governi o settori egemonici della politica.
In questo senso la decisione di Yahoo di cancellare Delicious è francamente sorprendente, non solo per i meriti acquisiti dal servizio nella costruzione di un vero e proprio paradigma della rete (il web 2.0), ma anche per l'enorme potenzialità inespressa in relazione al tagging e al contrinuto che esso può dare al futuro web semantico.
La sensazione predominante è che con la chiusura di Delicious e la parallela affermazione di servizi che tendono ad una navigazione più "controllata", stia pian piano prendendo piede una concezione della rete come spazio chiuso, mediato e allestito secondo i desideri dell'utente ma eterodiretto nelle infrastrutture e nei contenuti.

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