domenica 16 gennaio 2011

Roghi a Venezia

Proprio qualche giorno fa avevo la necessità di recuperare del materiale sul problema della censura. Pensavo ad una sequenza recuperata da Youtube o magari un film perché venisse trasmesso anche l'impatto emotivo di questo grave delitto contro l'umanità.
L'occasione era stata una lezione che, prendendo le mosse dal XVI secolo, parlava della Controriforma e di alcuni gravi aspetti come l'indice dei libri proibiti.
Mi aveva colpito in particolare lo stupore dei miei ragazzi, alunni di 2° media, di fronte all'evento: come se mai avessero potuto immaginare che a tanto potesse arrivare l'arroganza del potere religioso e politico.
Come si poteva condannare lo scienziato Galilei? Quale delitto aveva commesso il Boccaccio per essere indicato fra i proibiti con il suo Decameron?
La prima tentazione fu, devo ammetterlo, di storicizzare gli avvenimenti. Andava inquadrato il periodo, insieme alle forme e ai modi del potere di quei secoli così distanti da noi non solo in senso cronologico.
Poi, quasi un'illuminazione, arriva la notizia che ad un assessorucolo della provincia di Venezia sopraggiunge la brillante idea di suggerire, alle biblioteche pubbliche della sua provincia, la rimozione di tutti i libri i cui autori hanno in qualche modo solidarizzato con il terrorista Battisti.
Altro che storicizzare! La naturale tendenza a fare falò dell'opinioni altrui non è stata mai sconfitta.
Giace come polvere sotto il tappeto dell'ipocrisia di molti che non appena sentono il vento della storia soffiare a loro favore, rispolverano l'immondizia tirannica e fascistoide dei roghi.
Ocio!

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