mercoledì 25 settembre 2013

Non mi intendo né di alta economia né di movimenti e assetti societari per questo sospendo il giudizio complessivo sul recente caso di Telecom che pare passata nelle mani di società spagnole. Certo è che fa un certo effetto! Un conto è presumere il decadimento del paese dalla stanca litania dei media, un altro è vederlo, giorno dopo giorno, sgretolarsi nell'indifferenza o peggio nella convivenza di quelle stesse classi dirigenti che dovrebbero difenderlo.
É fin troppo semplice addossare alla politica questo ennesimo fallimento, derubricare il caso come un altro atto di una casta di irresponsabili dedita all'autoconservazione.
C'è forse qualcosa di più. C'è tutta l'incapacità di un paese a ribellarsi al pressapochismo e all'incompetenza dei suoi vertici; la viltà nel non denunciare le lobby e le consorterie di imbecilli che all'ombra di una politica miope o peggio deliquenziale, assumevano ruoli e forme di massimi decisori dei destini del paese.
C'è l'ormai chiara e frustante condizione del capitalismo italiano che da familistico e patronale si è trasformato in una lobby parassitaria che destabilizza il paese per un punto percentuale sulle azioni della propria accomandita.
In questi ultimi giorni dell'impero forse non basterà deporre l'imperatore!